Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.meridianamente.it/htdocs/wp-settings.php on line 472

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.meridianamente.it/htdocs/wp-settings.php on line 487

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.meridianamente.it/htdocs/wp-settings.php on line 494

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.meridianamente.it/htdocs/wp-settings.php on line 530

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.meridianamente.it/htdocs/wp-includes/cache.php on line 103

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.meridianamente.it/htdocs/wp-includes/query.php on line 21

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.meridianamente.it/htdocs/wp-includes/theme.php on line 623
meridiana…mente » Divagazioni

meridiana…mente

“Ho sempre volto i miei passi verso il sud. Il mio piacere è rivolto verso la luce, verso il Mediterraneo… Tutto in me parla di mare, di platani, di terrazze e di ristoranti al sole… Tutti i miei sensi e tutti i miei ricordi sono mediterranei.” (René Fregni)

5 Marzo 2008

Pollyanna, guida sportiva

Guida tu’, le dico
e lei obbedisce giuliva.
La mia Pollyanna
si accomoda,
sistema specchietto e sedile,
mette la prima
e sicura parte.
Così da giorni, settimane,
non faccio altro
che godermi il panorama,
senza sforzo
e senza stress da autista metropolitano.

Il cellulare appena acceso trilla.
È un messaggio di Lele,
di qualche ora prima:
tutto bene, non ti preoccupare, premette.
Mi annuncia così, lei,
la compagna di banco del Liceo,
l’imminente e prematuro
arrivo del suo primogenito.
Una giornata incominciata
con mal di testa e raffreddore
assume inaspettatamente volto nuovo.

Conto i giorni,
misuro le settimane.
Corre il tempo, corre.
Ed io con lui.

Ascolto un cd, un regalo.
A. apre la borsa e nel porgermelo
mi strizza l’occhio
dicendomi: “Purché non ti deprimi!”.
Io sorrido
e lei capisce che è un rischio che non corro;
di certo non in questo periodo.

Filano le mie Parche
sonnolente e oziose;
io, ai loro piedi,
le osservo
intente in un chiacchiericcio abulico
e con lo sguardo le invito
a metterci un po’ più di passione,
ché è tempo e ché lo sento.

Lavoro anch’io.
Infilo perline
una accanto all’altra
seguendo geometrie colorate.
Ritaglio stoffa,
raso cangiante.
Desidera vele D.,
da alzare e ammainare a piacimento,
da porre alle finestre
e attraverso di esse spiare il cielo.
Si può fare, le dico
e incomincio a imbastire
il suo sipario sul mondo.

Giornate scandite da piccole cose,
che assumono spessore e luce diversa.

Rido di gusto
mentre l’amico Ale mi dice che un libro
non è altro che una foresta sparita,
ribadendo il disappunto
verso tutti i grafomani affetti da scrittura bulimica.
Rido e impasto incerte controprove:
no, rispondo, poiché nulla si distrugge ma tutto si trasforma,
un libro è una foresta che si è trasformata in parole, in idee
.
Licenzia il mio argomentare
sostenendo che nella mutazione
è l’ossigeno l’anello mancante.
Rido.
Nulla da eccepire: è arguto l’amico Ale.

Filano le Parche
e il tempo corre:
è un tempo propizio,
fecondo di novità
e di cambiamenti.

Un cartone in tv
mi ricorda l’estate di qualche anno fa,
mio fratello nella sua casa a Verona,
fuori una pioggia fitta fitta
e una serata passata davanti ad un dvd in affitto.

Corre il tempo, corre.
Ed io con lui.

Il mal di gola, ostinato,
non accenna a passare:
guardo fuori e non riesco a vedere le stelle.
Riscaldo latte e miele
mentre i fiori sul tavolo
annunciano già primavera.

Pigio ‘pubblica
e mi congedo di nuovo dalle parole.
Lei, Pollyanna, guida.
Io guardo fuori
e sottovoce canto con Calaf
Nessun dorma! Nessun dorma!“.

4 Febbraio 2008

Caos-kairòs

Pubblicato in 'Passu passu', Divagazioni

A volte il disordine ha il potere di svelare parole credute perse, persino dimenticate


Foto di Nicole F

Siena, 5 novembre 2002

…focolari narranti
sogni mai svelati
per ascoltare
e condividere
parole
ancora crisalidi.

Beth Carvalho - Vou Festejar

27 Gennaio 2008

Memoria di una follia

Non è solamente un tramandare l’orrore di ciò che è stato, ma operare - ciascuno nella sua misura e in virtù del proprio carisma - affinché sotto il Cielo danzi senza tregua la vita.
E la voce dei tanti Giufà sia, ancora oggi, monito e profezia di tempi nuovi.


Train de vie - Monologo del pazzo

Train de vie - Duello di musici

25 Gennaio 2008

Colloqui

Pubblicato in Divagazioni

Li hai letti i giornali?’. Lo dice mentre chiude gli occhi e respira, per riaprirli sul blu tutto intorno. ‘Tira tramontana, oggi’. Fa una smorfia, l’altra. Per calibrare parole e fiato. Ne esce un mugugno; suono indistinto, che non traduce risposta.
Continua il colloquio. Filo sottile di silenzi e pensieri. Passa lento dalla cruna di antiche, solitarie confidenze, di reciproche abitudini.

24 Gennaio 2008

Stiamo a guardare

Pubblicato in Divagazioni

quel che accadrà.

22 Gennaio 2008

Prolegòmeni

Pubblicato in Divagazioni

…ora che le piazze si sono svuotate
e il clamore (forse) si è placato un po’.

“No veramente non… non mi va.
Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri.
Senti, ma che tipo di festa è?
Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi
ed io sto buttato in un angolo… no.
Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo.

Che dici vengo?
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte
o se non vengo per niente?

Vengo.
Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra,
di profilo, in controluce.
Voi mi fate ‘Michele vieni di là con noi, dai
ed io ‘andate, andate, vi raggiungo dopo‘.
Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo.”
Nanni Moretti - Ecce Bombo

p.s. Che poi - mi vien da dire -
Paolo (di Tarso) ci andò all’Areòpago

21 Gennaio 2008

Pensiero laterale

Pubblicato in Divagazioni


Spreco.
Oggi mi risuona in testa e non mi dà pace.

Spreco, diceva Dolci,
intendendo l’incapacità
di far germogliare le risorse.
Umane e ambientali. Naturali e creative.

Spreco?”, mi chiedo.
Mi domando se e in che misura
il mio tempo, il mio spazio
siano scarsamente generativi.

Incespico nei pensieri.
Mi torna in mente un video visto l’altro giorno.
Non so se c’entra con tutto questo,
ma avverto che esiste un nesso tra le due cose.

(S)tento a concentrarmi.
Qui, ora.
Questo che ho davanti,
bozze da correggere…

Mi rimetto a lavorare
e riprende ad andare su e giù,
da un punto all’altro.
Rumore sordo
di finestra che sbatte,
stanca, al vento.
Vagare sonnolento,
come bottiglia vuota
lungo la battigia.

Pensiero laterale.
Inutile è
elemosinare
adesso
risposte.
Voler incastrare
possibili soluzioni.

Prima o poi,
inattesa,
giungerà
una spiegazione.

17 Gennaio 2008

Democratici e ribelli

.
(Avevo incominciato a scrivere un post ’serio’ su questo,
poi dai tasti è nato quello che leggete…
…giusto perché sia chiaro a tutti come la penso
in merito a “diritti d’autore, comma 1 bis & C.”…)

.

Parole.
Suoni.
Colori.
Tracce su una tela.

Dono per i sensi.
Ne partecipa l’udito.
Ringraziano gli occhi.
Come vento di ponente
sfiorano la pelle,
toccano il cuore,
abbracciano la mente.

Parole.
Suoni.
Colori.
Tracce su una tela.

“Sono miei!”,
sentenzia il ‘sé’ grandioso,
“Guai a chi me li tocca!”,
continua minaccioso.

“Da me
sono solo di passaggio…”
dice, triste, colei
che del mestiere
dà pubblico saggio.

“Ospiti inattesi;
vengono da lontano.
Rubo loro
qualcosa,
di nascosto, piano piano…”,
aggiunge mite l’affittacamere solitario.
”Perché, sai, di loro mi piace l’odore,
quando di altre città
dei loro bucati
portano addosso il candore.”

Parole.
Suoni.
Colori.
Tracce su una tela.

Viaggiano.
Propiziano
gli inizi,
suscitano
novizi.

Li dicono figli
di gemiti geniali,
di anonimi cantastorie
e di celebri memorie.

Ci sono padri che ne vantano
l’appartenenza,
tutori che ne contano
i segni, le rughe,
da esibire all’occorrenza.

Eppure sono orfani,
senza una meta,
briciola,
balugine di cometa.

Sono
i sogni
di tutti.
Sono
sospiri,
idee
folgorazioni.
Democratici
e ribelli.

Concepiti in notti di luna
fuggono via dalle dita
dalle mani di coloro
nelle quali
hanno preso a respirare.

Sono vagito di vita.
Sono di tutti,
ma a quei padri
vaglielo a raccontare…

10 Gennaio 2008

AAA cercasi

.

Una vita parallela, con possibili intersezioni.
Tempo a volontà per libere concessioni.

Un lavoro finito.
Senza bisogno di metterci dito.

Voglia di partire.
Ad libitum parole nuove da dire.

Una gerbera o un tulipano:
insomma, un fiore rosso,
dal colore deciso.
Purché non reciso.

Un paio di scarpe in tinta
per viaggi ‘non per finta’.

Una piccola Alice
che di un mondo al contrario
meraviglie dice e ridice.

Un sorriso luminoso.
Un ‘ciao’ da regalare,
di quelli che una giornata sanno riscaldare.

Una punes
per appendere i pensieri,
i desideri, solamente quelli veri.

Un lapis
per note da appuntare,
parole da cantare.

Un accordo in sol maggiore
per quando la luna è giù di tono,
per quando ha un profilo minore.

Mille storie da ascoltare
e un’amnesia disarmante
per chiedere “Scusa, ma me la puoi riraccontare?”.
E un ‘tu’ che abbia voglia di ricominciare.

Qualcuno che fermi
questo
sconclusionato
ruzzolare.

Parole
senza freni,
senza senso
che da sole
hanno preso
a volare.

16 Dicembre 2007

Dolce per sé

Pubblicato in Divagazioni

.

Ci sono luoghi della memoria,
altri che servono per dimenticare,
altri, invece, per ricominciare.

Questa è una città
che non è la mia, che non sento mia
e mi chiedo se mai un giorno lo sarà…

È una città che in qualche modo, però,
mi ha preso in affido: è così che la vivo.
Ed è una bella sensazione.

Fa freddo,
quello che ti fa stringere dentro al cappotto
e ti fa desiderare un thè caldo e quattro chiacchiere.
C’è un cielo chiaro e mi sento leggera.
Per strada, sciami di gente che va per regali.
Prendo il 40 fino a Largo Argentina
poi mi infilo per le stradine.

È sempre bella, ma in questo periodo è straordinaria.
Mi piace passeggiare per piazza Navona,
nonostante la folla, la confusione.
Ti avvolge l’aria di festa:
le giostre, i bambini,
i pupazzetti del presepe,
lo zucchero filato,
gli angioletti e le befane in bella mostra.

Ci sono luoghi
che regalano la dimensione delle cose,
concedono la distanza giusta
per prendere le misure e per poi ricominciare.

Ecco.
Questo
per me
è il luogo
per pensare.

Mi ricorda la me di qualche anno fa,
un’altra piazza, un’altra città.
Nemmeno quella mi apparteneva,
ma ad essa non mi sentivo affidata.

Mi piace arrivarci:
lentamente,
cullando ogni passo.

Mi piace sostare:
partecipe
di una vita che danza,
mentre putti e dei arcigni
si fanno spettatori.

Tornare qui
è il mio personale omaggio all’inatteso:
a chi sa pazientare
è concesso accedere a spazi ulteriori,
fare esperienze inaspettate di geometrie conviviali.

Canticchio Cammariere.
Lei alle mie spalle,
generosa, si concede all’ultimo tanguero.
Io, due strade più in là,
mi confondo nella fila dei turisti
e in silenzio entro laddove
il profumo d’incenso si mescola al gregoriano
e qualcuno seppe, con luci ed ombre,
tradurre quell’inatteso.
In silenzio, naso in aria, rapita dal mistero.
Ne esco ogni volta riconciliata.

Dolce cura di sé
è il camminare (e)sperando,
il sapersi portare in grembo,
aspettare e poi sognare.

Dolce cura di sé
è il lasciarsi stupire dal nuovo,
lo scorgere un’altra strada
dalla quale partire,
dalla quale poter ricominciare.

Dolce per sé
è il ricominciare.

« PrecedentiSuccessivi »