D’azzurro

Mi ritrovo così.
Smarrita.
Come dopo un temporale
che mi ha colto d’improvviso.
Per strada.
Tutta zuppa di pioggia,
annuso l’aria che sa di umido e di terra arida.
Da poco dissetata.
Mi guardo indietro e conto i giorni.
Faccio esercizi cabalistici
per spiegarmi perché che non hanno una soluzione.
Sono soddisfatta della tenuta delle mie scarpe.
Scarpe comode e colorate.
E di un cappello, portato con leggerezza.
Una paglia a grandi falde.
Mi ha coperto dal sole ed ora dalla pioggia improvvisa.
È giallo color sole di maggio.
Guardo in su e sta tutto in un’unica cornice:
la mia paglia, una fetta di cielo azzurro
e una briciola di sole
che litiga con una bianca nuvola panciuta.
Ho tutto con me.
Le mie scarpe mi porteranno lontano,
senza farmi temere sentieri lunghi e ciottoli minacciosi.
La mia paglia continuerà a proteggermi
da umido, pioggia e arsura.
Canto. Leggera.
E un vago,
inspiegabile,
richiamo
di mal d’Africa
mi accompagna.
Cesaria Evora - Besame mucho







