Puzzle

Festa al Circo Massimo. Tu che ridi mentre una nonna esultante, al telefono, urla alla tua migliore amica che ‘si può fare’: “commuovere gli italiani, solo Walter lo può fare!”.
Un Barack sconosciuto che espugna con la forza di un sogno la fortezza di un potere anchilosato. Un Presidente del Consiglio di cui ci si può solo vergognare. Una ministra occhialuta ed inadeguata braccata da ‘studenti facinorosi’.
E poi amici lontani, nel tempo e nello spazio, recuperati dalla rete in un puzzle di volti e di storie nel frattempo diventate plurali.
La voce dolce di Renatina. E, giunti da poco, Francesca e Alessandro che intrecciano il loro pianto ai racconti pieni di entusiasmo delle rispettive mamme.
E nel mezzo la vita che toglie fiato e parola. Ti colma di ansie da fugare e sogni da accarezzare. Fa germogliare progetti e parole nuove da dire. Scardina schemi abusati e ti invita ad inventarne di inediti. Uno ‘spazio-zen’ da allargare. Un cammino da incominciare. Una tartaruga che cerca la sua strada, mentre va suggerendo un sentiero da percorrere, un metodo da utilizzare.
Tu che, mentre la pioggia scorre, contempli la puntualità della bellezza. E poi ti chiedi come si possano risolvere le divisioni a due cifre senza capacità di calcolo alcuna. Te lo chiedi. Ma sai che c’è un modo, che si può fare. Te lo chiedi, mentre lo vedi fare. Sì, si può fare. Sì, c’è qualcuno che lo sa fare. E anche mettere insieme il puzzle. Anche quello sa fare.
…il resto, poi, è tutto da inventare.








