meridiana…mente

“Ho sempre volto i miei passi verso il sud. Il mio piacere è rivolto verso la luce, verso il Mediterraneo… Tutto in me parla di mare, di platani, di terrazze e di ristoranti al sole… Tutti i miei sensi e tutti i miei ricordi sono mediterranei.” (René Fregni)

9 Luglio 2008

Amnesie

Poco a poco incominci a dimenticare regole e teoremi. A vedere e a non sapere. A scorgere la soluzione, ma a non ricordare più i passi da fare. Poco a poco. Si dimentica così.

E l’improvvisa e ingiustificata voglia di numeri, di assi, di tangenti, di integrali e derivate non riesci più a soddisfarla. Guardi una funzione e non sai più come si può sviluppare.

Poco a poco. Tutto incomincia così. Intanto, fai giochi da ombrellone, passatempi da viaggio in treno. A basso gradiente concettuale. Enigmistica di scarso pregio, commentano gli sconosciuti di passaggio. Lo sai ed abbozzi un sorriso. Triste. Di cortesia.
Unisci i punti. Ti riduci a questo, non potendo più argomentare di analisi e trigonometria.

Squadri il foglio e provi ad indovinare cosa stia per venire fuori. “Che Italia è questa?”, ti chiedi.
Continua a scorrere il lapis sulla carta ed un cuor tuo in qualche modo speri. Immotivatamente speri.

Osservi il tuo Paese, ma non lo riconosci più. Ti sforzi di reggerne lo sguardo, distogliendolo poco dopo disgustata. E ti sembrano in fin dei conti pochi gli anni sulle spalle per poter soffrire di paturnie senili. Ti consoli dicendo: “È sempre stato così. Forse, lo è sempre stato.

Scorrono le immagini di ieri. Poi ascolti le telefonate incriminate. Scrivi di impronte, di politiche di controllo divenute paradigma ed ossessione. Di diritti e libertà violate.

Unisci i punti. E ti chiedi che forma abbia il Paese che sta nascendo. Appunti il lapis. E solo per abitudine riprendi a disegnare. Senza sapere né più calcolare. Ti consoli dicendo: “Forse Persepolis ‘sta sera ci può stare”.

De Gregori - Viva l’Italia

3 Commenti a ' Amnesie '

Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS o fare un TrackBack a ' Amnesie '.

  1. gugl ha scritto,

    In data 10 Luglio 2008 al 22:36

    ma qui proprio nessuno commenta? in effetti, non è facile consolarti: hai troppo ragione!

  2. renée ha scritto,

    In data 11 Luglio 2008 al 11:05

    Marinè, a quella forma, mancano troppi puntini da congiungere, una ha l’idea a priori di uno stivale, ma viene fuori altro, sempre altro.
    Ci si consaola, come si può.
    E “Persepolis”, che comunque è la storia di un’infanzia, come consolazione non è male.
    :neutral:

  3. Marinella ha scritto,

    In data 12 Luglio 2008 al 10:28

    Oltre a soffrire di amnesie, sono pure latitante… O forse utilizzo la latitanza come cura. Non lo so…

    Gugl, mal comune mezzo gaudio, mi verrebbe da dire. Ma oltre ad essere una cosa banale, non ha funzioni di cura. Speriamo in tempi migliori, ché nello sperare c’è un bell’esercizio di costanza.

    Renée, Persepolis l’ho visto, poi, l’altra sera. Sì, in un’arena all’aperto; il tendone bianco per la proiezione era circondato dalle stelle e, sullo sfondo, dai palazzoni romani.
    Bellissimo, comunque. La Satrapi è arrivata e con il suo racconto, più di una volta, ha fatto in modo che le lacrime pungessero gli occhi. Lei, tu e il tuo don Gustà ultimamente mi state facendo commuovere un po’ troppo ;)
    …Penso che sarebbe una bella cosa proiettarlo nelle scuole: servirebbe a fare ‘esercizio di compasso’… ;)

Scrivi un commento

:mrgreen: :neutral: :twisted: :shock: :smile: :???: :cool: :evil: :grin: :oops: :razz: :roll: :wink: :cry: :eek: :lol: :mad: :sad: