Ospitata bellezza

Questo è il periodo delle persone belle. Mi capita di incontrarle. Motivi disparati. Luoghi diversi. Spesso quasi per caso. E mi stupisco del fatto che mi stupisca la gentilezza, la cordialità, la nobiltà d’animo, l’attenzione all’altro senza scopo alcuno.
Ecco, mi stupisco del mio stupore. Si è così avvezzi al gretto che poi si rimane spiazzati dinanzi al bello. Disarmati davanti al buono.
E mi chiedo, sottovoce: “È mai possibile?!”. Sì, è possibile. Ogni tanto accade.
In linea con la positività del periodo, arrivano anche due ospiti. Attesi e graditi.
Mi auguro che abbiano con sé buone scarpe per la tanta strada ancora da fare. Tanto per incominciare spero che visitino il mio arcipelago e che questi dia loro saggio di accoglienza.
Vi dico chi sono: Assolo (un tipo un po’ attempato, ma che si difende bene, presentato nella sua nuova veste dall’amico gugl…) e Il pianto delle falene (giovane e fresco…).
Il loro papà lo conoscete. Qui è di casa e non ha bisogno di ulteriori presentazioni (…ché poi sennò si imbarazza e bonariamente rimbrotta).
La mamma del più giovane ha sangue meridiano. E si sente. Scrivo per prenotare il viaggio e lei mi risponde con squisita e inusuale gentilezza. E tra me e me dico, pensando ad altre ‘madri’: “Signore, di grazia: osservate e imparate!”.
Ecco, voglio che i miei ospiti siano a loro agio. Li porterò con me al mare. Ho scelto per loro dei compagni di viaggio. Non voglio che sentano il ‘peso’ dell’essere soli, forestieri, in casa altrui…
Una Grandes impegnativa con un Benni brillante. Un’Etty Hillesum che non ha bisogno di aggettivi. Un Ammaniti con il quale intrattenere conversazioni serali. E poi un Ali Tariq piacevole.
A dir la verità anche altri due (questo e questo) hanno chiesto di raggiungere la comitiva, promettendo di essere quanto più riservati possibile. Conoscendo bene di chi sono figli, non ho avuto nulla da obiettare. Sorniona li ho guardati ed ho avanzato una sola richiesta: mi insegnino, loro, ad improvvisare. Perché dalla bellezza, poi, di cose e persone e dall’improvvisazione è la vita che, rinnovata, si lascia contagiare.








