Germogli di altrove

Riguardo Ticket to Jerusalem,
per frenare i miei esilii volontari,
per convincermi di alternative,
di possibilità da abitare.
Dai miei non-luoghi,
mi misuro con la fatica
del dover riprendere a scrivere,
di dover affettare i concetti,
di ricucire lo strappo tra pensiero e parola,
di stratificare idee e metterle a decantare.
Mi confronto con il mio ‘mal di scrittura‘,
avendo la conferma di quello
che di me ho sempre saputo.
E’ lavoro di pancia,
quasi di parto,
gioco umorale,
che impone una resa.
Nelle pieghe di spazi plurali,
che non sempre si fanno abitare,
germogliano i miei altrove:
quelli che sincopati si affacciano
dai racconti degli altri,
interrogando il mio essere qui,
le coordinate di un desiderare
e di uno stare.
L’entusiasmo di T. di ritorno dal Laos,
che davanti ad una granita al limone
nel primo caldo dell’anno
mi parla di luoghi altri,
di incontri decisivi,
di ospitalità inattese:
segni inequivocabili
pronti a determinare scelte future.
E poi la rabbia di chi,
donna che incorpora il limes,
elenca i limiti del continente europeo,
a suo dire piegato ad un relativismo radicale,
incapace di discernere tra vittima e carnefice.
Le sue parole
e il mio spaesamento,
accanto al desiderio di non rinunciare a capire,
alla promessa di leggere ciò che scrive,
pur non condividendo quello che dice
mentre va tessendo insieme
lingue e cadenze diverse.
L’altrove di Renata
che si apre per denunciare,
per invitare
- come solamente
la musica dei poeti può fare -
a cogliere l’assurdità di altri limiti:
quelli che obbligano all’esilio,
quelli che normativizzano la norma
eleggendola a parametro universale,
quelli di coloro che sono affetti da disturbi gestaltici,
incapaci di vedere la diversità,
di farla germogliare.
Il mio è un altrove,
che si declina al plurale.
Provo ad abitarlo
prendendo sulla parola
le sette regole.
Procedo nell’ascoltare.
E riprendo dall’ascoltarmi,
dall’acustica dei miei spleen passeggeri,
dal suono che nasce nella danza interiore
di immagini acustiche che si sfiorano per significare:
gemma, germogliare,
orma, ombra,
collimare,
impossibile andare,
strada da fare.
Mi affascina la prima desinenza,
che rimanda a rime temute;
abusate, quindi perdute.
Cocci da ricomporre
non per esposizioni musive,
ma per cogliere
l’ospitale natura
di vocali sorelle,
che si rincorrono,
mentre scoprono
la doppia natura del femminile:
capace di cura,
generativo,
e incline all’acerba competizione,
manipolativo.
Oggi. Annuncio d’estate.
Nasce l’idea di un ulteriore altrove,
che mi porta un po’ lontano da qui.
Verso spiagge. Attese. Da ritrovare.








In data 28 Maggio 2008 al 15:00
i concetti sono massimamente condivisibili. tu però scrivi ancora con la testa. la pancia non dis-corre.
con amicizia
In data 28 Maggio 2008 al 15:18
Affidarsi alla pancia è cosa che pochi possono e sanno fare. Richiede, oltre a capacità che non credo di possedere, anche il coraggio di osare, di abbandonarsi al potere di dire, abbandonando ogni ritrosia e autocensura. Il mio Super Io, invece, è bell’arzillo, governa e controlla…
Un po’ di pancia c’è: è nella fatica di riprendere in mano foglio e penna. Tra le righe vien fuori e si sente, qui e fuori da qui.
In data 28 Maggio 2008 al 16:55
c’è in molti passaggi, la pancia.
Anche il super-io: crescere significa attenuarlo?
In data 28 Maggio 2008 al 17:29
Sicuramente. Voglia, coraggio e persone (di cui/ a cui fidarsi/affidarsi) permettendo…
In ogni caso, è questione anche di luoghi e contesti. In questo, non mi sento pronta per il ’salto’.
In data 28 Maggio 2008 al 17:38
…
Miché, in quasi due anni di blog sono riuscite a tenere lontano da qui il ‘me’ e tutto ciò che lo riguarda. O meglio, è entrato qualche volta, a punta di piedi, però. Solitamente era ciò che del mio mondo volevo mettere a fuoco, proporre agli altri; ciò che coglievo con lo sguardo e volevo condividere con altri.
Tu arrivi e scompagini il ‘metodo’. Mi obblighi ad una ‘conversione’ di sguardo, a parlare di ‘me’, stanandomi dai miei ‘luoghi di difesa’.
Ma insomma….
“Con amicizia”
In data 28 Maggio 2008 al 18:10
Marinèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè, dove vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?

Io sono curiosissima di te.
Come, più di Michele, ti vorrei stanare e ascoltare, con o senza le 7 leggi, per ore ed ore.
Marinè, pur rispettando le nostre diversità,
ti vorrei dire
che senza quei “luoghi di difesa”
non ci si sente così malaccio.
A parte qualche bruciatura da estremo sole o i capelli grondandi pioggia nelle giornate di tempesta.
Anche le paole, sai, le tue parole così belle,
vorrebbero danzare, qualche volta,
motivi “anarchici”, senza Supervisori.
Falle correre, Marinè, falle correre,
ritorneranno come bambini stremati e felici,
un po’ luridi e fetenti,
ma con il giorno in mano.
In data 28 Maggio 2008 al 18:34
“…con il giorno in mano”: detta così sembra una cosa meravigliosa. Vengo a scuola da te, amica mia! Per imparare a liberarle, a farle correre…
mc, sscccc: ecco, questa signora qui è donna di smisurate capacità e coraggio di osare. Da lei le parole sono felici.
In data 28 Maggio 2008 al 18:48
lo so: sono già stato a trovarla, come sai.
io non voglio stanarti: solo farti sbocciare
In data 28 Maggio 2008 al 20:40
Marinè, ehmmm, ti volevo dire, quel “grondandi”, in realtà, è un “grondanti”. Ehmmm, dove andrò a nascondermi?
Michèle ha ragione: SBOCCIARE è un verbo molto più bello.
:oops::razz::wink:
In data 28 Maggio 2008 al 20:54
ma come fai Renée a fare tutte quelle faccine?
In data 28 Maggio 2008 al 23:21
mc: lo so, lo so che ci sei andato…
Posologia per ‘diciche’ alias Renée: è un farmaco che va assunto quotidianamente (anche più volte al giorno), per rafforzare vista e cuore. Dopo si guarda meglio, oltre il testo ed il contesto, e si affronta tutto (anche le ombre del giorno) con più passione.
E una così non può non avere anche il segreto delle faccine
Farmi sbocciare: guarda che, al di là della mite apparenza, sono pianta difficile io… e molto di più lo è il mio Super-io…
E’ un verbo bello, sì. Ma anche nella capacità di ’stanare’ si cela arte maieutica: solamente di pochi! Entrambi ‘generativi’, non credi?!
(…ma così dicendo continuo ad essere cerebrale - sic!- mi fermo!)
In data 28 Maggio 2008 al 23:34
Renée… da queste parti siamo chomskyani: andiamo oltre la ‘norma’ (pur conoscendola o… pretendendo di conoscerla) e ci piace il tuo ‘grondanDe’ creativo esplorare nuove assonanze.
Fai un salto da michele: ha delle belle storie in serbo, sai… Anche lui a suo modo chomskyano, di certo ‘non-standard’ e… che ora promette anche ‘fioriture’
In data 28 Maggio 2008 al 23:50
l’altrove antropologico che ci accomuna. Quante volte lo abbiamo raccontato? Ecco, viverlo è assai più bello.
In data 29 Maggio 2008 al 08:04
chomskyano io? ah beh sì beh ah beh sì beh… chomskyano anche il cavallo…
grazie per aver raccomandato il mio povero blog.
In data 29 Maggio 2008 al 10:11
Blì, viverlo è più bello! Eh sììììì!!!
Bisogna che mi organizzi un viaggio…
miché, a tuo modo, dicevo.
No, il cavallo, no!
Buona giornata, cari tutti!
In data 29 Maggio 2008 al 11:48
Michele, ehi, sulla pagina dei commenti, c’è tutto l’apparato emoticons:wink:
Marinella, buongiorno, tra un po’ passo anche “nel povero e chomskyano blog” di Michele.
In data 29 Maggio 2008 al 12:01
(prova emoticon)
In data 29 Maggio 2008 al 12:23
Michè, ahahahahahahahahahahahahahahahahah.

Marinè, scusa, oggi mi sento leggera e scema.:razz:
In data 29 Maggio 2008 al 12:48
Wei chomskyano, fai le prove… Bravo!
Renée, è bello sentirti “leggera e scema”…
In data 29 Maggio 2008 al 13:11
Vi regalo questo… a proposito di leggerezza:
A banda - di Chico Buarque de Holanda (cantata da non so chi…)
In data 29 Maggio 2008 al 14:32
meravigliose la banda e te, chica
In data 29 Maggio 2008 al 14:33
e meravigliosa la donna leggera e scema
In data 29 Maggio 2008 al 17:31
Eccomi qua. Marinè, un video fantastico, pure i disegnini con le scritte. Mi dici come si fa ad inserire i video youtube nei commenti?

Ciao michè, al momento, la “scemità” in me si sta allargando.
In data 29 Maggio 2008 al 20:06
mc,
Renée, mi sa che lo posso fare solamente io dalla ‘gestione commenti’…
Ho provato, ma non riesce nemmeno a me da qui.
Cmq, giro la domanda a dippo, il mio webmaster, e ti fo sapere
In data 2 Giugno 2008 al 13:38
…e che siano grosse, tipo “Ravenna”.

In data 2 Giugno 2008 al 16:29
o le “marosticane”!
In data 2 Giugno 2008 al 18:20
ok, carissimi: mi adopero!
In data 2 Giugno 2008 al 18:52
Gesù, non conosco le “marosticane”. Grave è.
In data 2 Giugno 2008 al 19:15
Entro domani mattina devo terminare due articoli: uno lungo ed un secondo più piccino… Ce la farò?! Bho…
Tra una frase e l’altra, tra una ciliegia e l’altra, mi regalo questa visione del ‘maestro’, cari Renée e Michele: è l’unico in grado di ristabilire l’umore giusto che mi fa procedere nella scrittura…
Ricomincio da Tre - Massimo Troisi - …aaaetano…
In data 2 Giugno 2008 al 20:12
signori, Dippo, sequestrato or ora su skype, sta cercando la soluzione per i video… non disperate!
In data 2 Giugno 2008 al 20:25
Marinè, quel film non tramonta, non tramonterà mai. Quando mi voglio rilassare, riguardo il suo viaggio in macchina con l’aspirante suicida. E rido, sempre in maniera nuova, a crepapelle.
E confidiamo nel Signor Dippo:smile:
In data 2 Giugno 2008 al 20:36
Renée, voilà un petit cadeau pour toi
Ricomincio da Tre - Il passaggio
Meraviglioso!
In data 2 Giugno 2008 al 21:29
Ahahahahaahahahahhaahahhahaahhaahhahahahahaahhahha. Quell’espressione di terrore implicito sono anni che me la studio, per imitarla nella maniera più efficace.
grazie, marinè.:wink::wink::wink:
In data 3 Giugno 2008 al 07:20
vi posterei le parole di Trosi quando chiede a “Neruda “che cos’è la poesia, ma non so come si faccia. le conoscete?
In data 3 Giugno 2008 al 09:56
Al volo…
Mastro ciliegia, guarda un po’ qua…
Questa la regalo a te: post e video incluso!
http://www.meridianamente.it/2007/11/come-quando-fuori-piove/
In data 3 Giugno 2008 al 12:19
…ciao cara, questo è un periodo difficile, anche per uno come me che procede lento!!!
Passo per un salutino…
In data 3 Giugno 2008 al 13:33
Giorno Marinè.:wink:
Michele, ti confesso che non c’è stato percorso poetico, a scuola, che io non abbia cominciato con quelle parole là. Fatte sentire al registratore.
In data 3 Giugno 2008 al 15:27
grazie ragazze, vuoi siete la risposta alla domanda di Troisi: ma il mondo di che cosa è metafora?
In data 3 Giugno 2008 al 19:20
Gianni, mi raccomando: non ti ’snaturare’… Riposa ogni tanto!
Dopo passo con calma da te, ché ho visto il tuo appello…
‘Sera Renée…
]
Lo sai che avrei tanto tanto desiderato avere una prof come te?! Sì. Invece, ahimè, m’è toccato in sorte ben altro!
Cmq, guarda che queste cose qui DEVI continuarle a fare, eh… [E tu mi hai capito!
E’ bello quando ridi come nel commento sopra e ‘debordi’: è sempre merito delle ciliegie, lo so!!! Continua a mangiarne :*
caro michele alias mastro ciliegia, è una cosa bellissima! Grazie. :*
Certe cose riesci a dirle solamente tu e… un altro amico tuo, quello in quel di Bergamo (il quale da un po’ di tempo latita da qui, impegnato com’è con bandiere e falene…)
In data 3 Giugno 2008 al 19:50
E buonasera.

Michele, sì, ci ha fatto un complimentone. La faccia stupita di Noiret- Neruda quando Troisi gli fa questa domanda sulla spiaggia…c’è tutta la gratitudine di chi accoglie delle parole-sintesi che afferrano l’invisibilità più arcana
Merinè, e sai io, con una mente come la tua, quanto mi sarei sbizzarrita…
A proposito di cieliegie, ti do uno scoop: se continuo così, tempo un paio di giorni e schiatto. Felice, però.
In data 4 Giugno 2008 al 07:08
In data 5 Giugno 2008 al 16:10
un germoglio di altrove:
che cosa canta la dolce canzone nell’aria?
Sembra che siano le foglioline di bambù:
Un dolce canto che solo le foglie sanno cantare,
Le piccole foglie di bambù
(Bai T. Moore)
In data 5 Giugno 2008 al 22:57
Grazie michele, è proprio bello e… sa di un altrove da accarezzare :**
In data 6 Giugno 2008 al 07:34
esatto! un altrove che è qui.
buona giornata!
In data 8 Giugno 2008 al 21:25
Ho sentito che accennavi al latitante di Bergamo. L’ho chiamato, dice che non latita, cioè sì, un pochino, ma che tanto poi passa, un periodo pieno, tutto qui, in giro in rete c’è un certo allontanamento, non è il suo caso, solo cose che si accavallano, e vanno un po’ stemperate, ma di te e dei vostri amici in comune pure ad allontanarsi un po’, tanto, dice, non si corre il pericolo di perdersi. Dice che ti/vi leggerà presto. E vi manda un abbraccio. Meleeeeenso…
Ciao.
In data 8 Giugno 2008 al 22:12
Gio, se lo senti, diglielo: non c’è rischio di perdersi! Sono d’accordo!
E poi anche per me è un periodo ad… intermittenze.
Ricambio l’abbraccio melenso
M.
p.s. Ho visto del libro: fantasticoooooooooo!!!!
Non vedo l’ora…
In data 9 Giugno 2008 al 09:31
ti/vi davo per dispersi: eh la vita piena!!!