Vento nel blu

Nell’alito lieve
della tramontana
c’è chi avverte
l’arrivo dello scirocco:
annuncio che sale
da un ginocchio che cigola.
Dolore indomito, sopito, ribelle.
Per uno stesso tacito,
misterioso, sapere,
so che sta per giungere,
per me, un periodo altro.
È tempo di maggese.
Sento che il vento del sud sta arrivando:
viene dal deserto –
mi si diceva da piccola –
e porta con sé l’invito al silenzio.
Traduce parole nuove,
l’eco di abbracci lontani,
il suono di risacche
che appartengono a lidi sconosciuti,
sebbene prossimi.
Questa notte ho sognato il mare.
Ed è bello destarsi dopo aver sognato il mare:
si avverte per un pezzo il cullare placido dell’acqua.
Ho sognato
un risveglio
su una terrazza assolata,
volti amici e sorridenti,
e poi la cornice
di un azzurro infinito.
Il blu mi piace,
mi dà pace:
invita all’ascolto,
a starmene zitta zitta,
a piedi scalzi.
Il silenzio, poi,
è legato alle parole
come un uomo alla sua ombra:
starsene un po’ in ascolto
significa mettere le parole in controluce.
Lo dicevo da un’amica,
questa mattina:
le parole sono cura;
sono nutrimento
per il cuore e per lo sguardo,
per la mente,
per sogni e progetti,
per il presente e per ciò che (si) sarà.
Le parole creano legami,
arrivano come vento nuovo
dove occhio e pelle
non osano né sperano.
Ma per ogni cosa c’è il suo momento,
il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo:
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
C’è un tempo per il silenzio,
sussurra Qoèlet:
giunge come il vento del sud.
Questa notte ho sognato il mare.
Ed è bello destarsi dopo aver sognato il mare.








In data 6 Febbraio 2008 al 00:33
vado a letto e ho in mente un sogno possibile
In data 6 Febbraio 2008 al 11:52
Baci Blì, a te e alla Gnoma!
In data 6 Febbraio 2008 al 20:11
ogni riga di questa tessitura di parole, delicata e potente insieme, mi parla di affinità tutt’altro che casuali tanto meno marginali…e mi piace provare stupore per questo, nonostante possa aver soltanto immaginato
un caro saluto
leti
In data 7 Febbraio 2008 al 00:45
Già. Capita anche a me da te.
E’ bello stupirsi nelle e delle affinità.
‘notte, Leti
In data 7 Febbraio 2008 al 09:51
Il silenzio è legato alle parole come un uomo alla sua ombra? Il silenzio è legato alle parole c o m e u n u o m o a l la s u a o m b r a ? ? ? Ma ti leggi? Fai spavento. Nel senso migliore del termine. E io amo spaventarmi.
In data 7 Febbraio 2008 al 12:51
Quando Diciche rimane senza parole davanti a cose che legge, un buon segno è.:wink::eek::oops:
In data 7 Febbraio 2008 al 18:49
Grazie per aver dato una luce nuova a questa giornata più grigia della pioggia che cade senza ritegno e che invita a rifugiarsi in quel Sud dell’anima che mi implora silenzio…smack
Letizia
In data 8 Febbraio 2008 al 11:00
Vorrei tanto sognarlo anch’io il mare. Vorrei essere steso sulla sabbia, in questo preciso momento, con lo sguardo rivolto al cielo, e godermi il silenzio tutto intorno, infranto con dolcezza solo dallo scrosciare dell’acqua… nient’altro che questo…senza limiti di tempo…
sono un uomo del sud…
In data 8 Febbraio 2008 al 11:46
gio: no, no, no… io non sono tipa da spavento
Renée: quando Diciche non ha più parole è perché le tiene a decantare, come il vino buono…
Letizia: il Sud dell’anima è fatto di parola e silenzio. Non c’è l’una senza l’altro.
Donnigio: Ciao uomo del sud che sogni di sognare il mare
dippo: ave al mio webmaster preferito
In data 12 Febbraio 2008 al 18:15
amo il mare del sud da sognarlo anche quando, immersa, mi avvolge..
posso salutare da omonima l’omonima? ciao letizia
leti
In data 14 Febbraio 2008 al 22:05
la parola maggese… mi piace assai
In data 15 Febbraio 2008 al 11:37
Ciao Lisa :)))
In data 18 Febbraio 2008 al 11:48
manchi
In data 19 Febbraio 2008 al 14:31
Provo a pettinare i pensieri in questi giorni, ma come bimbi ribelli non ne vogliono sapere di una toeletta che li renda quanto meno goffi allo sguardo altrui.
Ho staccato la spina a questa cosa che ho davanti agli occhi, tra le dita: un mondo che mi ha tenuto (e mi tiene - anche se in misura minore) compagnia, una finestra su mondi altri, sui mondi degli altri.
Piano piano sto prendendo confidenza con la ‘normalità’ di giornate che non siano condite solamente da carta, da scrittura.
Mi stiracchio e do corpo in modo nuovo alle parole.
E’ meraviglioso il cielo di Roma in questi giornate fredde: vien proprio voglia di camminare, camminare (e desidero… incominciare a raccontare qualcosa di mio a questa città).
Tra una commissione e l’altra sbircio in alto: vedo passare ed andar via gli indocili pensieri, gemmati fuor di misura, spettinati; partono, proprio come nell’E.T di Spielberg…
Rovisto invano nella sporta delle parole, alla ricerca di un cadeau. Niente. Allora li saluto con la mano e ritorno a camminare.
Per ora è così, gio e amici cari
In data 19 Febbraio 2008 al 22:57
Che dire, è un bel camminare. Non posso che farmene una ragione e accompagnarti idealmente.
Non temere non disturbo, sarà come non ci fossi.
In data 20 Febbraio 2008 al 15:12
…ti aspetto.
In data 20 Febbraio 2008 al 16:59
Accendo questo ‘coso’ solamente per controllare la posta; per scaricare gli spartiti e ascoltare un demo per sta sera…
Faccio un ‘giro’ nei blog amici e poi spengo.
Sapete cosa c’è di bello in tutto questo? Che a me i bimbi ribelli, quelli scapigliati, sono sempre piaciuti: forse è il rimpianto, il desiderio nascosto, per quella che non sono mai stata… Bho!
Perciò i pensieri li guardo ammirata mentre scelgono di andare, di partire…
…ché poi, in ogni andare c’è in gestazione già un ritornare.
E si può partire da soli o in compagnia: quel che è certo è che, per quanto lontano si vada, si finisce sempre col tornare a ciò che si considera ‘casa’.
Un giorno, presto o tardi non lo so, io e ‘loro’ ritorneremo.
In data 21 Febbraio 2008 al 23:49
una delle esperienze più emozionanti è sentire come un ritorno l’ andare, anche se lontano, anche se per un tmpo lungo; mi capita e vorrei capitasse anche l’inverso…ma per ora non accade
ciao Marinella
In data 22 Febbraio 2008 al 11:00
Felice di aver scoperto il tuo blog
In data 22 Febbraio 2008 al 18:42
Leti, si ritorna sempre. Sempre.
E… per un po’ è bello, salutare, anche il partire.
Stefania, sei la benvenuta. Come vedi, qui ‘è tempo di maggese’, per cui se lo desideri nel frattempo puoi ‘fare un giro’ nei blog amici che trovi linkati in questa pagina: sono le ‘tende’, sempre ospitali, di persone splenidide.
In data 28 Febbraio 2008 al 00:46
tempo di maggese, ma ti senti come sei?
In data 28 Febbraio 2008 al 14:44
Stanotte scendo in Puglia…
periodicamente stacco la presa.
Così, volevo condividere con te…
A presto cara…spero tutto bene
In data 28 Febbraio 2008 al 17:32
Gio: maggese, maggese. Dolce maggese
donnigio: buon ’stacco’, allora, e un saluto alla mia Puglia… ché mi manca sempre un po’
In data 2 Marzo 2008 al 22:37
sono sicura che il caffè qui da te è più buono…in questo magnifico blù :))
un abbraccio
leti
In data 3 Marzo 2008 al 19:00
…accomodati leti, ti offro la sedia mia più comoda e più bella.
E’ che per ora… sto bene così e non ho per niente voglia di… ‘cambiare colore’. Non succedeva da un pezzo :))))