meridiana…mente

“Ho sempre volto i miei passi verso il sud. Il mio piacere è rivolto verso la luce, verso il Mediterraneo… Tutto in me parla di mare, di platani, di terrazze e di ristoranti al sole… Tutti i miei sensi e tutti i miei ricordi sono mediterranei.” (René Fregni)

8 Gennaio 2008

Vasi comunicanti (2)

Pubblicato in Pensieri meridiani

L’altra sera avevo iniziato a scrivere un post. Parlavo di Obama, del testamento spirituale (trovato in un vecchio libro creduto perso) di un tizio, dell’ultimo libro letto (essendo riuscita finalmente a trovare il tempo per terminarlo), di speranza…
L’ho lasciato in bozza; non avevo voglia di concluderlo e pubblicarlo.

Poi il giochino di gio mi ha portata a parlare di altro. Di comunità e del potere delle parole.

Per rispettare la catena, tecnicamente, dovrei fare anche io cinque nominations di blog, perciò procedo sapendo già che andrò fuori quota massima (…non sono brava in questo genere di cose!):

Mi piace:
- la poesia ‘a colori’ di Lisa;
- le nuove strade che ha incominciato a percorrere gio;
- la ricerca, a volte faticosa, di Letizia;
- conoscendoli, l’ironia e la leggerezza di dippo e di m@moo (reali colpevoli di questo blog);
- l’andare lento di donnigio;
- la passione di Renée;
- la capacità espressiva di multiversum e di tra le correnti;
- le intuizioni illuminanti (e a volte inafferrabili, almeno per me) di istanti infiniti;
- … molto, molto, molto altro ancora…

8 Gennaio 2008

Vasi comunicanti (1)

Pubblicato in Pensieri meridiani

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Foto di @dedip

Questa mattina passo da gio e leggo che (bontà sua!) mi ha linkato tra i cinque blog che a suo dire farebbero pensare! Sarà…

La cosa mi lusinga, seduce il narcisismo (tipico, credo…) della blogger, ma mi fa anche sorridere. Quando scrivo, infatti, non lo faccio per ‘far pensare’, ‘denunciare’ (come desidererebbe qualcuno) o non-so-che… Sono convinta che per fare questo ci siano altri luoghi ed altri strumenti.

Scrivere ‘mi’ serve per pensare.
La rete, poi, ha il merito di obbligarmi ad espormi, rivelandosi una buona palestra di responsabilità. Insomma, si tratta di una ginnastica dolce, da praticare giusto per tenersi allenati in periodi (lunghi!!) come questo in cui si è costretti a ‘solitudini lavorative’.

Sempre questa mattina, dall’arcipelago di gio ‘pesco’ scorpione, il quale nell’ultimo post (bello!) parla di comunità.

In un anno e mezzo di vita da blogger mi è capitato diverse volte di avere in testa un’idea e di ritrovarmela davanti agli occhi scritta da qualcun altro, sconosciuto in tutto all’infuori del nickname.
Chiamiamole coincidenze, assonanze, complicità emotive.
Sarà la magia della rete o una strana tele(m)patia.
Sarà la conferma che “Durkheim, Moscovici, Jung & C.” avevano ragione quando parlavano di rappresentazioni collettive e affini.
Sarà questione di fisica e, pertanto, la dimostrazione che i blog non sono altro che dei vasi comunicanti…
Non lo so. Sarebbe da approfondire. Tempo e voglia permettendo.

Dicevo della comunità.
Ci pensavo da un po’, ma in questi giorni di vacanze salentine ho avuto occasione di mettere a fuoco il problema.

Incontro S., una persona che non vedevo da anni.
S. parla e mi stupisco di riconoscermi, di riconoscere i miei significati in quello che dice. Le sue parole sono come le madeleine di Proust: ho la sensazione di essere a casa, di ritrovare un filo creduto perso.
S. mi fa venire il desiderio di non dovermi sentire addosso la ‘stranierità’, mi fa venire nostalgia di comunità. No, nostalgia non è la parola giusta: essa indica qualcosa che si è perso. Invece a me, dal profondo, sale rassicurante una certezza e si fa vivo un desiderio: ripartire dalla comunità.

Mi sembra un buon proposito per questo nuovo anno.
Per non tradire il sogno meridiano.
Per non rinunciare all’ipotesi dolciana di comunità maieutiche.

I luoghi, le strade, le città con il tempo possono anche cambiare. La condivisione di significati, invece, crea legami, radica e mette le ali alla creatività, al desiderio di attraversare i confini per esplorare, insieme, la bellezza dell’incontro con l’altro.

Mi sembra un buon augurio. Per tutti. Per ciascuno, nel particolare della sua storia.
…soprattutto per quanti hanno proprio voglia di voltare pagina, di ricominciare!

Samuele Bersani - Le mie parole

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