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meridiana…mente » Dolce per sé

meridiana…mente

“Ho sempre volto i miei passi verso il sud. Il mio piacere è rivolto verso la luce, verso il Mediterraneo… Tutto in me parla di mare, di platani, di terrazze e di ristoranti al sole… Tutti i miei sensi e tutti i miei ricordi sono mediterranei.” (René Fregni)

16 Dicembre 2007

Dolce per sé

Pubblicato in Divagazioni

.

Ci sono luoghi della memoria,
altri che servono per dimenticare,
altri, invece, per ricominciare.

Questa è una città
che non è la mia, che non sento mia
e mi chiedo se mai un giorno lo sarà…

È una città che in qualche modo, però,
mi ha preso in affido: è così che la vivo.
Ed è una bella sensazione.

Fa freddo,
quello che ti fa stringere dentro al cappotto
e ti fa desiderare un thè caldo e quattro chiacchiere.
C’è un cielo chiaro e mi sento leggera.
Per strada, sciami di gente che va per regali.
Prendo il 40 fino a Largo Argentina
poi mi infilo per le stradine.

È sempre bella, ma in questo periodo è straordinaria.
Mi piace passeggiare per piazza Navona,
nonostante la folla, la confusione.
Ti avvolge l’aria di festa:
le giostre, i bambini,
i pupazzetti del presepe,
lo zucchero filato,
gli angioletti e le befane in bella mostra.

Ci sono luoghi
che regalano la dimensione delle cose,
concedono la distanza giusta
per prendere le misure e per poi ricominciare.

Ecco.
Questo
per me
è il luogo
per pensare.

Mi ricorda la me di qualche anno fa,
un’altra piazza, un’altra città.
Nemmeno quella mi apparteneva,
ma ad essa non mi sentivo affidata.

Mi piace arrivarci:
lentamente,
cullando ogni passo.

Mi piace sostare:
partecipe
di una vita che danza,
mentre putti e dei arcigni
si fanno spettatori.

Tornare qui
è il mio personale omaggio all’inatteso:
a chi sa pazientare
è concesso accedere a spazi ulteriori,
fare esperienze inaspettate di geometrie conviviali.

Canticchio Cammariere.
Lei alle mie spalle,
generosa, si concede all’ultimo tanguero.
Io, due strade più in là,
mi confondo nella fila dei turisti
e in silenzio entro laddove
il profumo d’incenso si mescola al gregoriano
e qualcuno seppe, con luci ed ombre,
tradurre quell’inatteso.
In silenzio, naso in aria, rapita dal mistero.
Ne esco ogni volta riconciliata.

Dolce cura di sé
è il camminare (e)sperando,
il sapersi portare in grembo,
aspettare e poi sognare.

Dolce cura di sé
è il lasciarsi stupire dal nuovo,
lo scorgere un’altra strada
dalla quale partire,
dalla quale poter ricominciare.

Dolce per sé
è il ricominciare.

7 Commenti a ' Dolce per sé '

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  1. Donnigio ha scritto,

    In data 18 Dicembre 2007 al 19:38

    Mi sono perso nella lettura, esattamente come mi accade di perdermi girovago per le strede del centro, di questa nostra città d’adozione. Aggiungo questo tuo post al mio personale BLOGBOOK, una raccolta di scritti per un libro virtuale, da sfogliare nei momenti in cui si ha bisogno solo di carezze al cuore. Ti linko, così passo a trovarti spesso…
    A presto ;-)

  2. Marinella ha scritto,

    In data 18 Dicembre 2007 al 20:23

    @ donnigio:
    Io ti leggo da un po’… E’ merito degli ‘arcipelaghi’ di Gio, è merito della rete che crea nessi e nuove familiarità ;)

    (quasi quasi lo faccio anch’io un BLOGBOOK…)

  3. giosannino ha scritto,

    In data 18 Dicembre 2007 al 22:52

    tipo, un abbraccio, ora.
    più ne faccio uso (ultimamente più consapevole e quindi meno frequente, per cui più intenso) più mi stupisco della magia della rete.

    questo pensiero, poesia, impressione, respiro. questo che hai scritto. roma, il freddo, il natale, la gente, Cammariere, la pazienza, il thé, il ricominciare per non smettere mai, per non disimparare a stupirsi, è assolutamente Marinella.

  4. Donnigio ha scritto,

    In data 19 Dicembre 2007 al 01:48

    …a proposito di Giò, il mio BLOGBOOK è pieno di suoi post…e diciamo pure che l’idea l’ho avuta grazie a lui e ai suoi scritti!!! A presto…e chissà se ci siamo incrociati qualche volta nei nostri peregrinaggi romani ;-)

  5. Marinella ha scritto,

    In data 19 Dicembre 2007 al 10:29

    @ gio:
    ‘Dolce per sè’ è anche sentirsi riconosciuti solamente per ciò che si dice, per il solo ‘respiro’.
    Un abbraccio anche a te!

    @ donnigio:
    Chissà… chissà…
    A presto ‘camminante’ :)

  6. multiversum ha scritto,

    In data 19 Dicembre 2007 al 16:01

    Anche per me è ‘respirare’ la parola-sintesi di questo percorso di doppio affidamento: il tuo, che ti senti affidata a una Roma, inedita, di spazi inattesi e ulteriori, il mio, che leggo e quasi subito mi affido alle tue emozioni, al ricordo, alla sosta, al respiro, al canto , alla danza e al poter ricominciare…
    Ne nasce un effetto da spartire in comune, dolce per sé, per te, per me…
    leti :)

  7. Marinella ha scritto,

    In data 19 Dicembre 2007 al 16:37

    @ Leti:
    “da spartire in comune”: già questo basta e credo in questo consista un principio di… ‘poesia’ (Dolci concorderebbe)
    :)

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