Città (…la mia)
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Un castello merlato:
racconti di intrighi,
di talami offesi.
Allegre fanfare
nel mattino assopito.
Gaie focare
e il paese di festa vestito.
Lo vedi un po’ stanco,
che ti viene incontro:
volto rugato
respiro affannato,
ma, sornione, t’accoglie,
ed a Venere ammicca,
alle prime stelle
e alle viti spoglie.
Tu ti volti per guardarti attorno,
chiudi gli occhi,
un respiro profondo.
E poi ti accorgi
che è lì da sempre,
cangiante come la sera
che di sogni
imperla
e di poesia
il mondo.
Ora è una bimba,
che aspetta un tuo gesto
per farti le feste
e poi giuliva
salirti in collo.
Vinicio Capossela - Ovunque proteggi








In data 14 Dicembre 2007 al 20:00
è deciso, non ce la farò mai. vinicio ed io saremo in eterna distonia.
In data 14 Dicembre 2007 al 22:38
Ah Gio… Non prendere decisioni così…
E poi chi l’ha detto che la ‘distonia’ non si musica?!