Incantesimi
Punto e a capo.
Paragrafo numero sei.
Entro il 30 (dicono…) dovrei terminare tutto…
A me sembra di essere vittima di un incantesimo:
non ho più il senso del tempo, dei giorni che passano.
Gli amici mi prendono in giro
e dicono che faccio il verso a Penelope:
la notte brucio le pagine scritte durante il giorno…
Ieri sera le decorazioni natalizie - già in bella mostra sulle bancarelle - hanno fatto crescere lo scoramento: altro che magia del Natale!
E poi penso al blog che langue,
sempre meno meridiano e sempre più sartriano…
Non avevo messo in conto che il periodo del ‘riflusso’
durasse così a lungo.
Mi sento un po’ fuori luogo, ma… pazienza!
Ma d’altra parte di cosa parlare?!?!?
Tv e giornali (per quel poco che riesco a seguire)
sono impegnati nella caccia alle streghe.
I media fanno il loro gioco:
finiscono con il dettare l’agenda politica
e le paure quotidiane della gente comune.
E ho il disgusto per un altro incantesimo riuscito:
per la violenza velata dei primi e per la cecità dei secondi.
Mi è sempre più chiaro che
le appartenenze politiche e associative,
le visioni del mondo,
le relazioni feconde intessute
e il numero di libri letti
non bastano per contrastare le forme
più sottili di pregiudizi e di discriminazioni.
Serve qualcosa di più:
probabilmente la disponibilità acquisita
a dare credito all’Altro
(come diceva Mounier…).
E sono stanca di dover tutte le volte
fare a pezzi stereotipi,
invitando l’interlocutore a pensare con la propria testa
e non con le paure indotte da altri.
Sono talmente stanca che ieri dal giornalaio:
“La Rep…; uhmmm, no: mi dia Bell’Italia…”.
Ma, appunto, l’ho detto: sono nel periodo del ‘riflusso’.
Sogno evasioni capaci di… rompere i tanti incantesimi!
Bhe… nonostante le premesse, sono contenta che
(parafrasando il Foscolo)
non dorme quello “spirto meridiano che entro mi rugge!”.








In data 12 Novembre 2007 al 01:00
non puoi dormire, spirito pieno che sei, ti è precluso.
In data 12 Novembre 2007 al 09:18
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