Cieli
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Foto di adedip
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Tempo fa una signora mi si è avvicinata e mi ha detto:
“Sai quale è il tuo problema Marinella?”.
Io l’ho guardata con aria interrogativa; mi conosceva poco, come poteva pensare di sapere ‘quale fosse il mio problema’…
Mi ha sorriso ed ha ripreso:
“Il tuo problema è che credi nella solidarietà, nella cooperazione fra donne! Ti devi convincere che ciò non è possibile: le donne, per natura, sono competitive; hanno da contendersi delle risorse scarse…”.
Mi è rimasto a lungo il cruccio per tale ‘scoperta’…
L’episodio mi viene in mente nel giorno in cui è in programma una manifestazione organizzata da centri e collettivi femministi.
Cifre assurde, da capogiro, quelle che riguardano la violenza sulle donne, spesso consumata tra le pareti domestiche, ad opera di familiari e conoscenti…
Onestamente non credo assolutamente che una manifestazione possa servire a molto…
Non mi piace nemmeno quel modo tanto in voga in certi ambienti, di donne, di marcare con virulenza le differenze tra generi: è la stessa logica ‘androcentrica’ però mutata di segno.
Forse è una questione generazionale, non lo so, ma ho avuto la fortuna di nascere in un tempo in cui è stato ed è per me ‘naturale’ pensare ad un dialogo alla pari con l’altra metà del cielo.
Ho avuto il dono di incontrare lungo la mia strada uomini, persone meravigliose, che hanno lavorato per valorizzare i miei talenti (bontà loro!), talvolta con ostinazione, senza tema, senza invidia…
In primo luogo ci sono mio nonno, papà, mio fratello; ma penso anche a tante altre persone (gli amici di sempre e quelli un po’ più recenti): senza di loro non potrei pensare il mio percorso, la mia strada.
Ecco, è questo che voglio dire.
Prima che uomini o donne, siamo ‘persone’: siamo angeli con un’ala soltanto ed abbiamo bisogno gli uni degli altri… per volare.
Forse sarò ingenua, un po’ stupida… Ci sta!
Ma io non solo mi ostino a credere nella solidarietà tra donne, ma sono altresì convinta della possibilità di dialogo fra le due metà del cielo.
Posso solamente ringraziare le persone belle della mia vita per ‘questa tenace fede’.
Altro:
- Manifestazione 24 novembre - Roma
- Storie e cifre [da repubblica.it]








In data 24 Novembre 2007 al 20:15
Parole sagge, le tue Marinella!!!
Solo i semi della solidarietà fanno germogliare la pace e ogni essere umano diventa “ala” per ogni suo
simile.
Papà
In data 26 Novembre 2007 al 02:13
Troppo facile, chiunque amerebbe dialogare con te…
In data 26 Novembre 2007 al 10:20
@ gio: non credo sia così, ma oggi mi piace pensarlo!
In data 27 Novembre 2007 al 13:30
si è possibile… però a volte è anche utile sensibilizzare l’opinione pubblica e la manifestazione è servita per parlarne. Di questa violenza strisciante all’interno della beneamata ed ipocritamente perfetta famiglia eterosessuale mononucleare occidentale che uccide figli, violenta mogli, opera incesti. Tutto nascostamente… Sull’altra metà del cielo la penso come te e a volte ho avuto più sostegno dagli uomini nella mia vita che dalle donne…
:-*
In data 27 Novembre 2007 al 18:01
@Lisa:
Credo che la violenza non abbia contenitori privilegiati, ma vada “strisciando” laddove non si riconosce il valore e la potenzialità dei singoli e l’altro è visto come mero strumento: a prescindere che quella in questione sia una famiglia etero, omo, mono o pluri, occidentale e di qualsiasi altro posto…
Forse il primo antidoto è di incominciare a ‘non giustificare’ anche la violenza simbolica: a costo di essere etichettati come moralisti o non so che.
Il corollario di questa cosa immagino sia di non operare generalizzazioni ragionando per pregiudizi e per stereotipi.
:*