Amarcord
.
L’albero cresceva.
Fresca ed accogliente l’ombra dei suoi rami.
Succosi, tanti, i suoi frutti:
albicocche gialle e carnose, con sfumature rubizze.
Creatura iridescente:
bianco appannato da venuzze rosa in primavera;
verde intenso,
giallo,arancio, efelidi rossastre in estate.
L’albero cresceva.
Gaio, solitario, interlocutore della vita domestica.
L’albero cresceva.
“Osservalo bene, piccola mia.
Quando io non ci sarò più,
custodirà il mio ricordo
che l’ho piantato e curato…”.
L’albero cresceva.
Troppo.
Così come le sue radici.
Passarono gli anni.
L’albero non c’era più.
La bambina, che ormai era una donna,
pensava a quello spazio rimasto vuoto,
limes sacro, memoria nonostante tutto,
tornato ospizio nuovamente
per un’altra gaia, solitaria,
iridescente creatura.







