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x=2.
L’amico Ale ad un certo punto mi parla
dell‘equazione di Gaber
e mi dice che solamente quando si ha a che fare
con i numeri interi e con le cifre tonde
allora è l’indizio, certo, che si è sulla strada giusta.
x=2, dunque.
E se, invece, “x= 472.827.324 fratto radice quadrata di 87.225.035 + c”
allora (dice l’amico Ale) significa che si è sbagliato qualcosa,
che bisogna tornare indietro,
che forse si è scambiato un piccolo segno:
un “+” con un “-” (o viceversa…).
Sarebbe bello… se fosse sempre così!
Tuttavia, se “x” fosse sempre uguale ad un numero intero,
la vita sarebbe più semplice ma anche più banale (penso io…).
E poi la speranza che “tanto al passaggio successivo si semplifica”
rende tutto più affascinante (aggiungo, senza dirlo…).
Cioè… amico Ale, non è che non mi piaccia la ’semplicità’,
ma mi fido di più
quando ci si arriva da altre strade,
quando essa è passata al vaglio dell’improbabile e della fatica,
quando… si tratta di una complessità risolta!
…risolta. Con un sorriso e con la giusta dose di ironia!