meridiana…mente

“Ho sempre volto i miei passi verso il sud. Il mio piacere è rivolto verso la luce, verso il Mediterraneo… Tutto in me parla di mare, di platani, di terrazze e di ristoranti al sole… Tutti i miei sensi e tutti i miei ricordi sono mediterranei.” (René Fregni)

24 Giugno 2007

Geometrie conviviali

Pubblicato in Pensieri meridiani

M. Chagall
Cerchio come cerchio…

come ronde danzanti
e dervisci rotanti;

come chiari
mattini d’estate
e meriggi assolati;

come ancestrale sapere di donne,
sedute ad intrecciare fili e discorsi;

come reti intessute
da mani nodose;

come profumo di zagare
e gelsomini fioriti;

come bianco di luna,
che disegna ombre e sogni;

come vocali panciute
e parole compiute;

come allegre amicizie,
ospitali e ospitate;

come salmodiare plurale
di mense ecumeniche;

come giochi di bimbi,
archetipi progetti di pace.

10 Giugno 2007

Nonsense salentino

Ne sono convinta: la ‘coppia USA’ dovrebbe andare a ‘scuola di regali’ dal mio fratellone.

Ieri, infatti, è riuscito – ancora una volta! – a spiazzarmi con un dono gradito (quanto inatteso e strambo), ma soprattutto mi ha dato una carica di buonumore: un bene mai così prezioso come in questo periodo!

Grazie! Ed ecco qui il tuo nonsense preferito…
…che non è altro che un elogio, tutto meridiano, alla fede nell’impossibile.

“Lu cattu la ricotta scia vinnennu,
lu surge la bilancia li tenia;

lu senza razze petre scia cujennu
e ‘an pettu all’ommu nudu le mintia;

lu mutu paternosci scia dicennu
e lu surdu de retu rispunnia.”

7 Giugno 2007

Glamour! Istituzioni con l’hijab

Pubblicato in Divagazioni

Tokenistic. In questo modo si individua quell’atteggiamento puramente formale, esclusivamente di facciata e di rappresentanza, di quelle istituzioni e di quei soggetti pubblici che intendono fregiarsi di un’immagine glamour.

Appellandosi ad un sentimento condiviso o ad un’istanza ritenuta irrinunciabile, chi fa uso del token in realtà si preoccupa solo delle apparenze, di strizzare l’occhio ad una silenziosa maggioranza.

Parto in questo modo per fare poi una breve incursione nel privato.

(leggi tutto…)

2 Giugno 2007

Esilii fioriti

“Chagall ha dimostrato che l’esilio non è una condanna, ma è un privilegio: è il luogo della spiritualità, il luogo dove si apprende la radice. […] per chi coltiva il privilegio dell’esilio, Chagall è un compagno di viaggio ed un fratello…”

In questo modo Moni Ovadia introduce la figura del ‘pittore visionario’ alla mostra in corso al Vittoriano…

Guardando quelle opere - così intensamente cariche di vita, di luce e di passione - mi sono chiesta cosa è quella cosa che trasforma l’esilio in privilegio, sdoganandolo dal territorio della nostalgia, dell’assenza forzata, della mancanza, della dolorosa lontananza.

In questi mesi tante donne mi hanno ‘fatto dono’ della storia delle loro personali diaspore famigliari: raramente si tratta di esilii nati da libere scelte, quasi mai portano i segni ‘del privilegio’.
Anche per questa ragione, non condivido del tutto quanto affermato da Moni Ovadia; eppure la compagnia di Chagall mi ha resa convinta che esiste questo qualcosa che riesce a trasformare il vincolo in possibilità, la separazione in conviviale ospitalità, la distanza in inattese comunioni.

Per qualche incomprensibile associazione mentale, mi viene in mente proprio ora una canzone che, probabilmente, non sento e non canto da anni:
…e il deserto fiorirà, come un campo fiorirà...”.

Da qualche parte, non so ancora dove e quando, scoprirò come ‘fiorisce il deserto’.
Nel frattempo se qualcuno di voi ha qualche idea in merito, sono lieta di accoglierla…