De finibus
Mi piace condividere quanto sto leggendo questa mattina…
È compito di una pratica culturale radicale teorizzare su questa esperienza in una prospettiva estetica e critica.
Trovare casa in questo spazio è difficile, ma necessario. Non è un luogo ‘sicuro’. Si è costantemente in pericolo. Si ha bisogno di una comunità capace di far resistenza.
[…] la marginalità come qualcosa di più di un semplice luogo di privazione. […] la marginalità è un luogo di radicale possibilità, uno spazio di resistenza.
[…] Un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi.”
Mentre continuo a leggere mi viene in mente l’idea di ‘vincolo come possibilità’ enunciata dai teorici della complessità…
In un gioco di intrecci e di rimandi, mi ritornano alla memoria frasi e pensieri di Danilo Dolci…
E poi quella “comunità capace di far resistenza” mi fa venire in mente anche altro: quante volte e quante ‘comunità’, diverse per natura, ci obbligano ad una condizione di marginalità, facendoci sentire dei ‘disadattati sociali’.
Questa mattina voglio accogliere l’invito di bell hooks, augurandomi che sappia (e possa) trasformare ogni condizione di disagio in feconda creatività.







