Ultimamente sono troppo presa da altro e non mi riesce di aggiornare il blog…
Cioè, non è che mi manchi la voglia, però spesso arrivo in fondo alla giornata stanca morta e di riaccendere il computer per rimettermi a scrivere…: URGH… vade retro!
Ma c’è anche una seconda ragione.
Premettendo che mi sono imposta di glissare sui recenti eventi di piazza, sulle nascite di mega neo-partiti ed altre amene vicende italiane, rimane poco su cui riflettere: agli occhi dei media, la vita pubblica italiana sembra irrimediabilmente attorcigliata tra via della Conciliazione ed Arcore.
Altro non c’è.
In tutto ‘quell’altro’ che non viene visto e che non viene detto c’è, per esempio, il fatto che sta prendendo vigore una politica volta a rendere “l’Italia un Paese armato e a immetterlo nel complesso militar-industriale mondiale”, così come denunciato in una lettera a Prodi da p. Alex Zanotelli.
E, ancora una volta, sono qui a chiedermi ‘chi’ ho votato…
Così come mi chiedo chi mai abbia votato quando, leggendo ‘La Riforma del testo unico sull’immigrazione’, mi rendo conto che persino agli occhi della sinistra italiana il migrante è, innanzitutto, l’‘immigrato’, forza-lavoro funzionale esclusivamente all’economia del nostro Paese.
Basti considerare il paradosso che anima il lavoro di cura: per venire incontro alle “esigenze delle famiglie in relazione alla domanda di colf e badanti” si può sforare la quota prefissata di ingressi.
Così sono tutti contenti: le famiglie che – sventolando la bandiera dell’emancipazione femminile e senza nemmeno menzionare l’opzione della cura condivisa – possono permettersi che le donne (italiane) vadano a lavorare affidando a terze persone (…sempre donne, ma straniere… e, quindi, chissenefrega-dell’-emancipazione!) i compiti di cura; i lavoratori immigrati che hanno una sorta di corsia preferenziale nell’accesso.
Come al solito risolviamo la faccenda in maniera… made in Italy e scarichiamo sui gruppi svantaggiati i problemi di welfare.
E la cultura dei diritti?!?!?
Per approfondire: