Dico o non dico?! DICO.
Provo ad abbozzare solamente una riflessione su quanto sta accadendo in questi ultimi tempi…
Nella condizione di ‘fedele-apolide’, mi sono ritrovata domenica sera a partecipare alla messa in una parrocchia diversa dalle solite che uso frequentare: sono uscita da quella chiesa profondamente turbata ed arrabbiata, sconcertata per le cose dette e per l’indolenza con la quale erano state recepite; quasi come se nulla di grave fosse stato detto.
Al solito ‘pistolotto’ sulla famiglia (ormai immancabile nell’agenda delle omelie domenicali, a qualsiasi latitudine del Bel Paese…) si era aggiunto quello sulla negazione delle verità contenute nelle altre tradizioni religiose (facendo fagotto di oltre quarant’anni di Concilio), per concludere, poi, con una reprimenda sugli stili di vita della contemporaneità, che – a lor dire! – sarebbero ben lontani dalla ‘Verità’: un’accozzaglia varia e ben nutrita di ‘J’accuse’, più o meno argomentati, che – francamente – cozzavano non poco con il ‘messaggio’ evangelico contenuto nella liturgia del giorno.
A ripensarci ora mi vien da sorridere! Che bizzarro conflitto di senso: da un lato il perdono alla peccatrice (Gv 8,1-11) e l’annuncio salvifico di nuove strade di liberazione (Is 43,16-21), dall’altro… (la solita storia!)
Il clima ‘da crociata’ è continuato durante la settimana…
È uscito, infatti, l’atteso documento della Cei, ultima tappa dopo il ‘Manifesto delle associazioni cattoliche’ e dopo la lettera del card. Ruini e del card. Antonelli sulla famiglia.
Bene. In verità io sarei un po’ stufa; ma, per una serie di motivi, sono soprattutto arrabbiata!
Non entro nel merito delle questioni, che meriterebbero un approfondimento maggiore rispetto a quello consentito da un contenitore come il blog…
Mi limito a fare alcune osservazioni, da credente soprattutto. (leggi tutto…)

A tutte le donne in cammino
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In questi giorni di ‘dopo-crisi’






