Un orizzonte del… ‘genere’

Adriana Cavarero, Tu che mi guardi.
Tu che mi ascolti.
Filosofia della narrazione,
Feltrinelli
Un inno alla narrazione; un omaggio al potere che emerge dalla capacità di porsi in ascolto dell’altrui storia.
“… il disegno – non dei tratti confusi, ma l’unità di una figura – non è ciò che guida fin dall’inizio il percorso di una vita, bensì ciò che tale vita si lascia dietro, senza poterlo mai prevedere e neanche immaginare. La cicogna si vede solo alla fine, quando chi l’ha tracciata con la sua vita o altri spettatori, guardando dall’alto, vedono le orme lasciate sul terreno”.
P.s. Non è forse l’ennesima conferma che le donne scrivono (quasi) sempre le pagine più belle?!
Leggendo questo testo, la mia amica Manuela (e non solo lei!) avrebbe di che gioire!







