meridiana…mente

“Ho sempre volto i miei passi verso il sud. Il mio piacere è rivolto verso la luce, verso il Mediterraneo… Tutto in me parla di mare, di platani, di terrazze e di ristoranti al sole… Tutti i miei sensi e tutti i miei ricordi sono mediterranei.” (René Fregni)

10 Febbraio 2007

Un orizzonte del… ‘genere’

Pubblicato in Pensieri meridiani

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Riporto l’incipit del libro di
Adriana Cavarero, Tu che mi guardi.
Tu che mi ascolti.
Filosofia della narrazione,
Feltrinelli

Un inno alla narrazione; un omaggio al potere che emerge dalla capacità di porsi in ascolto dell’altrui storia.

“… il disegno – non dei tratti confusi, ma l’unità di una figura – non è ciò che guida fin dall’inizio il percorso di una vita, bensì ciò che tale vita si lascia dietro, senza poterlo mai prevedere e neanche immaginare. La cicogna si vede solo alla fine, quando chi l’ha tracciata con la sua vita o altri spettatori, guardando dall’alto, vedono le orme lasciate sul terreno”.

P.s. Non è forse l’ennesima conferma che le donne scrivono (quasi) sempre le pagine più belle?!
Leggendo questo testo, la mia amica Manuela (e non solo lei!) avrebbe di che gioire!

8 Febbraio 2007

Post o pre-modernità?

Pubblicato in Divagazioni

Cavalli, cavalieri, spingitori di cavalieri, spingitori di spingitori di cavalieri…“: suonava più o meno così il racconto di Neri Marcorè, che, nelle vesti del giovane Angela, era impegnato a narrare la dimensione quotidiana di un medioevo lontano.

Eppure, nella cornice dell’era del web – secondo alcuni segno inequivocabile di un passaggio al post-moderno – si agitano indisturbati i fantasmi di un vassallaggio creduto vinto dalle istituzioni del moderno.

La vicenda in questione – che ha costretto il nobel Gorbaciov a scrivere al magnate americano dell’informatica perché intervenisse direttamente per risolvere l’incidente – sembra roba d’altri tempi!

Bill Gates ‘ha concesso grazia’ – bontà sua! – ad un maestro della campagna russa, colpevole di aver utilizzato per fini didattici dei softwares pirata.

Questa mattina ho un po’ di problemi nel ‘collocarmi’ nella dimensione spazio-temporale: mi trovo veramente nell’età della conoscenza?
O siamo rimasti tutti impigliati in quella di ‘mister dollaro’?!

Faccio un’unica richiesta: almeno per oggi, nessuno venga a parlarmi di ‘digital divide’.
L’incauto interlecutore potrebbe rimanere vittima di uno sfogo post-moderno.
…o forse semplicemete ‘civile’!