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	<title>Commenti a: Passaggi a nord-ovest</title>
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	<description>"Ho sempre volto i miei passi verso il sud. Il mio piacere è rivolto verso la luce, verso il Mediterraneo... Tutto in me parla di mare, di platani, di terrazze e di ristoranti al sole... Tutti i miei sensi e tutti i miei ricordi sono mediterranei." (René Fregni)</description>
	<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 01:38:32 +0000</pubDate>
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		<title>By: Barbara</title>
		<link>http://www.meridianamente.it/2006/10/passaggi-a-nord-ovest/#comment-2</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2006 16:47:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ho visto anch'io Nuovomondo, con un pò di scetticismo, quello che accompagna da un pò di tempo luscita dei film premiati in queste kermesse...ma con fiducia in questo regista! E infatti ne sono rimasta soddisfatta. Bellissima la chiave del sogno, la vita onirica come espressione delle aspettative e dei desideri di questi uomini e queste donne, i nostri nonni. Tra l'altro ho scoperto che davvero tra i contadini del meridione di quegli anni circolavano immagini con fotomontaggi assurdi, galline giganti, ortaggi di dimensioni improbabili...
Molto bella dal punto visivo ed emotivo la scena della partenza della nave degli emigranti con la lacerazione della folla che parte e che resta, a riprodurre la lacerazione interiore, il dissidio tra l'amore per la propria terra e il sogno di una vita diversa.
Puntuale e efficace la rappresentazione delle procedure di identificazione all'arrivo negli States, e qui davvero ci viene da riflettere sulla situazione attuale, i CPT, le impronte...
o facendo un passo indietro nella storia, le pratiche messe in atto dalla follia nazista, che sembra proprio da quell'eperienza di controllo abbiano avuto origine.
In finale arriva la candidatura all'Oscar come giusto riconoscimento per un'opera onesta e valida, come se ne vedono poche in Italia.</description>
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Molto bella dal punto visivo ed emotivo la scena della partenza della nave degli emigranti con la lacerazione della folla che parte e che resta, a riprodurre la lacerazione interiore, il dissidio tra l&#8217;amore per la propria terra e il sogno di una vita diversa.<br />
Puntuale e efficace la rappresentazione delle procedure di identificazione all&#8217;arrivo negli States, e qui davvero ci viene da riflettere sulla situazione attuale, i CPT, le impronte&#8230;<br />
o facendo un passo indietro nella storia, le pratiche messe in atto dalla follia nazista, che sembra proprio da quell&#8217;eperienza di controllo abbiano avuto origine.<br />
In finale arriva la candidatura all&#8217;Oscar come giusto riconoscimento per un&#8217;opera onesta e valida, come se ne vedono poche in Italia.</p>
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