
Sono reduce da una settimana intensa in giro per l’Italia.
E’ da un po’ che non aggiorno il mio blog… e pensavo di approfittare di qualche ritaglio di tempo in giornata per raccontare come è andato il giro di interviste.
Invece, mi ritrovo a cercare di dare sfogo allo spavento per l’incidente in metro di questa mattina.
Nel momento del tamponamento mi trovavo a Termini, nel treno che precedeva i convogli interessati…
Ci hanno fatto uscire: un fiume umano si è riversato per le scale della Stazione.
Ci hanno consigliato di proseguire con i mezzi pubblici su strada.
Non si riusciva a capire cosa fosse successo… tutti pensavano al solito guasto.
Mentre aspettavo a piazza Fiume l’ennesimo autobus che mi avrebbe portata al lavoro, ho saputo che c’era stato un grave incidente, che erano state coinvolte delle persone e che c’erano delle vittime.
Accanto a me una donna con una bambina ascoltava la ricostruzione dei fatti, che avveniva a mozziconi, grazie ai racconti di quanti, telefonando da casa ai cellulari di parenti e amici, avevano la possibilità di leggere le informazioni sul televideo o su internet…
La bambina aveva due profondi occhi blu, ascoltava attentamente, coinvolta ed impaurita.
Avevo accanto, oltre alla madre con la bimba, altre due ragazze ed alcune donne anziane.
Abbiamo capito che la bambina era spaventata, perciò abbiamo iniziato a parlarle e a tranquillizzarla.
A ripensarci ora, è stato un momento bello, segnato da una cura ed un’attenzione femminili, da una solidarietà di genere delicata e profonda allo stesso tempo.
Spero che un giorno la bimba dagli occhi blu pensando a questo giorno possa ricordare quel gruppo di donne che parlandole cercavano di consolarla.
Spero che nell’esperienza vissuta sappia riconoscervi la gratitudine per una diversità femminile che sa essere attenta e disponibile anche in mezzo al panico.
Ancora di più oggi, insieme ad Hölderlin, mi piace dire che proprio “là dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva”.